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UN ITINERARIO TRA I CAMPI COLTIVATI, I LAGHI E LE FONTI, LE SELVE, TRA STORIA, CULTURA E TRADIZIONI 

 

SU E GIU' PER LE VALLI (vai alla sezione foto)

Guardando il mare e il monte verso la valle del Metauro


San Costanzo è noto e denominato per essere il “paese dei cento laghi”. Infatti nelle campagne che circondano il paese, sapientemente lavorate con la fatica dei contadini, in una sorta di giardino agricolo con seminativi ed uliveti è tutt’ora ricca di decine e decine di piccoli laghi artificiali, costruiti negli impluvi di fondovalle per l’accumulo di acqua indispensabile per irrigare i campi coltivati. Una caratteristica che armonizza il territorio in un quadro panoramico di pregevole bellezza. Un equilibrio di colori che nelle stagioni ed in concomitanza delle pratiche agricole, dona al paesaggio agrario una inconfutabile bellezza e varietà, rendendo sempre gradevole la vista.

Il paesaggio agrario circostante il paese e le sue frazioni é ricco di insediamenti umani, di antiche case coloniche che un tempo erano vissute da numerose famiglie contadine patriarcali, segno di una fiorente agricoltura. E' un tutt’uno tra i campi abilmente lavorati le siepi, i boschetti e le selve, i fossi e le fonti d’acqua.

Nelle campagne vissute dal tempo si snodano, partendo da sotto le Mura castellane del paese, due percorsi naturalistici: il percorso di “Su e giù nelle Valli”, una rete di stradelli e carrarecce che collegavano al paese alle antiche fonti per l’approvvigionamento idrico, ed alle case sparse di campagna. Nel percorso di Su e Giù per le Valli, che traguarda il Mare Adriatico e la sottostante Valle del F. Metauro, a poche centinaia di metri dal punto di partenza sotto il Torrione di Nord, si raggiunge la “Fonte Vecchia”, manufatto quattrocentesco composto di una galleria sotterranea lunga circa 16 metri realizzata per la captazione della sorgente che ancor oggi produce una copiosaquantità d’acqua tanto da essere utile per la irrigazione del campo sportivo. La Fonte Vecchia è costituita, oltre che dalla galleria di captazione, anche di due cisterne anch'esse interrate. A ridosso della Fonte si trova il lavatoio costruito in epoche più recenti, probabilmente nell’ottocento. Il viottolo principale, adeguatamente segnalato per circa 4 chilometri, conduce attraverso le Selve e la Valle dei Preti, alla località Santa Lucia dove si possono ancora riscoprire nelle possenti bancate di sabbie plioceniche alcune grotte artificiali utilizzate dai contadini per conservare le derrate alimentari od anche per essere state utilizzate quali rifugi dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale.

In località Santa Lucia, in alcuni campi coltivati sono state rinvenute le tracce dei primi abitatori di San Costanzo: i piceni. Infatti con la scoperta di reperti archeologici appartenenti tra il VII – VIII sec.a.C. si è desunto che i piceni, popolo guerriero errante, dedito alla caccia, popolò il territorio di San Costanzo con due insediamenti abitativi ed una necropoli. Una sala archeologica aperta presso il Centro Beni ed Attività Culturali di Palazzo Cassi illustra in alcune bacheche espositive e con pannelli didattici la presenza di questa popolazione.


LA VALLE DEI TUFI

Da San Costanzo a Mondolfo.


Il secondo percorso naturalistico “Valle dei Tufi” si dirama dalla Piazza Perticari verso la frazione di Stacciola, antico Borgo fortificato feudo del Mauruzi, un agglomerato urbano posato sulla cima di un dirupo distante circa quattro chilometri dal capoluogo, che si raggiunge in un percorso campagnolo adatto per moutanbike e traking attraversando scenari naturalistici interessanti e potendo osservare una straordinaria vegetazione floristica con interessanti varietà di orchidee, ed una avifauna di tutto interesse essendo nidificante in località Grottaccia una numerosa colonia di Gruccioni, un coloratissimo migratore proveniente dall’Africa che costruisce i propri nidi, profondi anche 2 metri, nelle scarpate molassiche.

Il percorso di Valle Tufi, anch’esso è ricco di grotte e spechi artificiali. Tra le rarità presenti in questo ambiente si segnala la presenza nelle “bancate di arenarie” e sciolti nei campi lavorati di straordinari ciottoli esotici: porfiriti, scisti, e graniti che nulla hanno a che fare con la orogenesi della zona e dell’Italia Centrale. Si tratta infatti di così detti ciottoli esotici, provenienti, dalla storia geologica, dalle valli dell’Adige. Tali ciottoli si possono rintracciare anche a Monteluro di Tavullia, Novilara di Pesaro e Scapezzano di Senigallia. Comunque un'area molto limitata e con una origine geologica completamente diversa dalla geologia dei territori dell'Italia Centrale.

Lungo il percorso di Valle Tufi, ai piedi di una grande discesa della strada sterrata si giunge al lavatoio di Stacciola, mnufatto di antica origine -forse di primo ottocento- posta ai bordi della selva della Stacciola, bosco ricco di orchidee, di anemoni, pungitopo, primulee viole. Si prosegue inerpicandosi sin sulla sommità del dirupo ove è insiediato il borgo di Stacciola; proseguendo si raggiunge il piccolo lago da pesca per poi raggiungere il Santuario delle Grotte; segueando sul percorso si arriverà a Mondolfo e poi si raggiungerà la meta finale della Fonte Grande, straordinario lavatoio e fonte ricca di purissima acqua.


Nella seconda domenica di maggio la Pro Loco di San Costanzo, ormai da un decennio, oganizza una passeggiata storico-naturalistica denominata “Su e Giù per le Valli”, con pranzo e merenda.

Info:prolocosancostanzo@libero.it

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Testi: F.Fragomeno

Foto: P. Alfieri